Stige, di Nero tribici

Quanto può essere sottile il confine tra vittima e carnefice? Tra amore e ossessione? Tra giustizia e vendetta? Un padre racconta il proprio crimine senza rimorso. Un animale è condannato a una lenta e crudele degradazione. Un bambino cerca di comprendere una perdita troppo grande per la sua età.
Un ragazzo prepara con meticolosa freddezza il roprio regolamento di conti. Una giovane vedova e suo figlio sono vittime del misterioso individuo che hanno accolto nella loro casa.
I cinque racconti di Nero Tribici, intensi e spietati, esplorano i territori più oscuri della mente umana, dove il dolore si trasforma in rabbia, la paura in violenza e l’amore assume forme inquietanti e
imprevedibili.
Personaggi fragili, feriti, ossessionati o semplicemente incapaci di sfuggire ai propri demoni, esplorano senza filtri il lato più scomodo dell’esistenza, costringendo il lettore a guardare ciò che normalmente preferirebbe ignorare.

Nero Tribici è nato nella desolata campagna veneta e vive a Milano. Lavora al Padiglione d’Arte Contemporanea.
Non sopporta tatuaggi, inglesismi e il “niente” all’inizio di un discorso. Stige è la sua pubblicazione d’esordio

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